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Negli ultimi tempi, i media hanno dedicato molto spazio alle allergie e intolleranze alimentari, in parte perché si è osservato un lieve incremento dell'incidenza delle prime nella popolazione e in parte perché intorno a questo genere di problemi si sono create vere e proprie leggende, quasi sempre prive di fondamento. Inoltre stanno sempre più dilagando test approssimativi, fantasiosi, magici e di moda che non hanno alcun fondamento scientifico e che pertanto, pur essendo molto diffusi, non sono scientificamente approvati.
La Dislessia evolutiva rientra nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, in cui si riscontrano significative difficoltà nella lettura, per ciò che concerne la correttezza e la rapidità. Un insegnante, un genitore o qualsiasi persona che entri in contatto con un bambino con dislessia può cogliere degli indici caratteristici e spesso comuni: si può riscontrare eccessiva lentezza nella lettura, con evidente mancanza di fluidità e forte affaticamento.

Fino agli anni Ottanta, nei casi di “piccoli balbuzienti” si consigliava di non intervenire in alcun modo, in realtà in questi casi c’è un’organizzazione neuro psicolinguistica diversa e di conseguenza è importante intervenire precocemente proprio per andare ad organizzare il sistema linguistico del bimbo. Lasciare la situazione così, potrebbe al contrario consolidare la disfluenza.

EMDR è un acronimo inglese che sta ad indicare Eye Movement Desensitization and Reprocessing ovvero desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. È una metodologia psicologica per il trattamento dei problemi emotivi causati da esperienze di vita traumatiche disturbanti, che possono variare dalle aggressioni personali, alle catastrofi naturali – terremoti ad esempio -, a gravi incidenti fino ad eventi disturbanti avvenuti nell’infanzia come abbandoni precoci, separazioni e lutti. Può anche essere utilizzato per alleviare l’ansia da prestazione, per rafforzare la funzionalità lavorativa e la performance sportiva.

Sono ormai numerose le ricerche scientifiche che dimostrano quanto siano realmente importanti le scelte alimentari della mamma in attesa per la vita futura del suo bambino. La dieta della mamma infatti può condizionare la regolazione dei geni nel nascituro, influenzandone la salute, attraverso meccanismi che gli scienziati chiamano modificazioni epigenetiche.

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