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La Dislessia evolutiva rientra nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, in cui si riscontrano significative difficoltà nella lettura, per ciò che concerne la correttezza e la rapidità. Un insegnante, un genitore o qualsiasi persona che entri in contatto con un bambino con dislessia può cogliere degli indici caratteristici e spesso comuni: si può riscontrare eccessiva lentezza nella lettura, con evidente mancanza di fluidità e forte affaticamento.

In altri casi si può riconoscere un’elevata quantità di errori, ciò può essere anche in aggiunta alla lentezza. Gli errori più comuni che si possono rintracciare sono:
-          abbreviazioni (viene omessa parte della parola letta, sillabe o grafemi)
-         sostituzioni di consonanti con suono simile (ad esempio v per f, k per g, p per b, t per d e viceversa)
-         scambio di lettere visivamente simili (ad esempio a per e, b per d, p per q e viceversa)
-         esplorazione disordinata del testo (ad esempio salto della parola o della riga)
-         interferenze (ad esempio vengono fuse due o più parole vicine)
-         errori di competenza ortografica (il bambino non riesce ad automatizzare il riconoscimento di regole della lingua italiana, ad esempio chi, che, gli, gn, sci, doppie, accenti)
-         in molti casi il bambino legge una parola che in parte è  simile a quella scritta ma più familiare (ad esempio: leggono bambina invece di bambola)
E’ indispensabile specificare che la diagnosi di dislessia può essere effettuata a partire da metà seconda elementare, anche se importanti indici predittivi possono essere rintracciati precocemente, nelle fasi di scolarizzazione precedenti, a partire dalla scuola dell’infanzia come difficoltà nel riconoscere le rime, imparare filastrocche o poesie, scarsa capacità di costruzione della frase, difficoltà nel ripetere o riconoscere suoni o parole simili. Alla fine della prima elementare invece i campanelli di allarme più importanti sono: riconoscimento difficoltoso delle singole lettere o incertezza nell’uso delle sillabe.                                                                                     
L’iter diagnostico richiede l’intervento di un’equipe di specialisti (neuropsichiatra infantile, logopedista, optometrista, psicologo etc) che possano formulare una valutazione approfondita con test standardizzati e rintracciare le strategie più adeguate rispetto al singolo caso.
 
Dott.ssa Chiara Marianecci
Logopedista
tel 3497296063
chiara.marianecci@hotmail.it

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